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I famosi conti di Celje

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Per apprezzare al massimo gli eventi, gli intrighi e i miti carichi di tensione dei conti di Celje, è necessario innanzitutto fare la conoscenza di alcuni personaggi chiave di questa grande famiglia medievale europea.

Corrado di Žovnek. La storia della famosa famiglia di Celje inizia con i signori di Žovnek. Corrado di Žovnek era un aristocratico dallo spirito libero e l’antenato dei conti di Celje. Era un poeta e trovatore, un vero campione di poesia cavalleresca; visse nella prima metà del XIII secolo nel castello di Žovnek, nella valle della Savinja, vicino all’attuale Žalec. Ci ha lasciato tre poesie che raccontano, come si confà a un cavaliere, di un amore onorevole e spirituale per una dama.

Federico I di Celje. Con lui ha inizio la linea dei conti di Celje. L’ultimo signore di Žovnek e il primo conte di Celje fu Federico I, figlio di Ulrico II di Žovnek e della contessa Caterina di Vovbrk. Successivamente all’estinzione della linea maschile dei Vovbrk, all’inizio del XIV secolo Federico ereditò molte tenute e castelli. Nel XIV secolo l’imperatore lo elevò al titolo di primo vero conte di Celje (titolo statale), con titolo ereditario.

Herman II di Celje. Nipote di Federico I di Celje e figlio di Herman I di Celje. Sotto il suo dominio, della durata di ben 50 anni, la famiglia dei Celje iniziò una veloce ascesa politica. Con l’abilità di un esperto diplomatico, ampliò il territorio e il potere di Celje sul suolo dell’Europa medievale. Nella battaglia di Nicopol, nel 1396, aiutò a salvare la vita del futuro imperatore del Sacro Romano Impero, Sigismondo di Lussemburgo. Questi, a sua volta, volle ricompensare generosamente, con nuove tenute, l suo coraggio e l’aiuto ricevuto; Herman offrì la mano di sua figlia Barbara di Celje che, in seguito alle nozze con Sigismondo, divenne regina di ungheresi, cechi e germani, ovvero la regina più importante della storia slovena.

Barbara di Celje. La figlia più giovane di Herman II di Celje. Al momento del suo matrimonio con Sigismondo di Lussemburgo e del suo triplo incoronamento non aveva ancora compiuto 15 anni. Sebbene le leve del potere fossero nelle mani di suo marito, iniziarono presto a diffondersi voci riguardo alle sue capacità e ai suoi poteri; si mormorava infatti che avrebbe gestito le attività feudatarie e finanziarie da sola. Conosceva anche i misteri dell’alchimia e ispirava timore reverenziale ovunque apparisse. Barbara di Celje sosteneva anche l’esclusivo Ordine del Drago, fondato da suo marito, il re e imperatore Sigismondo. I membri dell’ordine, tra i quali vi erano anche suo padre Herman, il fratello Federico e persino il famigerato conte Dracula, giurarono fedeltà al re e alla regina e difesero il cristianesimo in tutta Europa sotto l’emblema del drago.

Federico II di Celje. Figlio di Herman II di Celje e uno dei membri più leggendari, assieme al padre, alla sorella Barbara di Celje e al figlio Ulrico II, della famiglia dei Celje. Federico fu sfruttato politicamente da suo padre durante la rapida ascesa di Celje, e si ritrovò sposato con Elisabetta Frankopan, che proveniva da una delle famiglie croate più influenti e più ricche dell’epoca. Con questo matrimonio, le loro proprietà passarono ai Celje. Federico II di Celje è rimasto impresso nella memoria popolare anche per la tragica storia d’amore con Veronica di Desenice, della quale si innamorò quando era già sposato. Herman II non approvò questa unione e fece annegare Veronica, per poi confinare Federico in una torre e ridurlo alla fame. La relazione padre-figlio venne appesantita e disturbata da crescenti contraddizioni e odio. È fondamentale per la storia di Celje che l’imperatore Sigismondo elevò contemporaneamente sia Federico II di Celje, sia suo figlio Ulrico II al titolo di principe. Federico lasciò al figlio Ulrico gran parte degli affari e l’ulteriore espansione dei territori, e l’ 11 aprile 1451 assegnò a Celje i privilegi e diritti di città.

Ulrico II di Celje. Figlio di Federico II di Celje e ultimo conte di Celje. Ulrico II, che era molto più simile a suo padre che non all’ambizioso nonno Herman II, aveva obiettivi politici molto chiari. Trascorse molto tempo in Ungheria e nell’attuale Cechia, dove apprese l’arte della politica e divenne un grande cosmopolita. Fu nominato guardiano dell’ancora minorenne re dell’Ungheria, accumulando in tal modo molti rivali e nemici. Come ultimo discendente della dinastia dei Celje, espanse ulteriormente l’influenza e i territori di Celje e concluse un contratto di reciproca eredità con gli Asburgo, che si sarebbe attivato qualora una delle due famiglie fosse rimasta senza un erede. Nel 1456 fu assassinato in una cospirazione ben pianificata da oppositori politici nella fortezza Kalamegdan, a Belgrado. La potente famiglia rimase quindi senza eredi maschi, sebbene nello spirito e nella memoria di tutte le generazioni successive, la dinastia dei conti di Celje non si è mai estinta.